Le Ferriere Corneliani

L’estrazione e la lavorazione del ferro costituirono per secoli una risorsa economica prioritaria in alta Valtellina. Le ferriere di Premadio, attive dal 1852, disponevano di più forni, quattro magli, un laminatoio e un’officina, e in esse venivano lavorate fino a 15 tonnellate di minerale al giorno.
Il nome “Corneliani” deriva dal nome della ditta che costruì lo stabilimento nuovo, costituito da sei caseggiati al quale si aggiunse anche una piccola centrale elettrica il cui scopo principale era fornire corrente ai Bagni Vecchi e ai Bagni Nuovi, situati nelle vicinanze.
L’attività delle ferriere dava lavoro a 400-500 operai, impegnati nel taglio della legna, nell’estrazione del minerale e nella lavorazione e trasporto del ferro.
La dismissione delle ferriere avvenne intorno al 1875, a causa di vari fattori tra cui l’aumento dei costi dei trasporti.
Da quegli anni la struttura non è più stata utilizzata, e diventa oggi un interessante caso di archeologia industriale, un patrimonio da valorizzare al meglio.

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